Recumbent o reclinate in Italiano, sono tutte quelle biciclette che non essendo limitate da anacronistici regolamenti sportivi si sono evolute con l'ergonomia come valore principale e l'aerodinamica come contenuto acquisito. La posizione che si assume su queste bici è "naturalmente" seduta, con la schiena più o meno inclinata (che appoggia sullo schienale), con i piedi più o meno alti, proprio in funzione dell'indole della bici o delle caatteristiche preferite dal ciclista; ognuno di noi infatti ha i suoi gusti e preferenze particolari, chi ama la montagna, chi la velocità, chi il turismo a largo raggio o il commuting giornaliero. Biciclette uguali anche con semplici modifiche all'inclinazione della seduta o al manubrio, possono cambiare molto nello spirito e trasformarsi rapidamente da biciclette tuttofare in vere e proprie "racer". La velocità resta comunque un tratto caratteristico delle recumbent, la postura che si assume una volta seduti su queste bici si risolve sempre in una minore sezione frontale alla quale corrisponde una migliore penetrazione aerodinamica. Diciamo che seduti sulla recumbent più tranquilla si ha una sezione frontale non superiore a quella che si ha seduti sulla "specialissima" di turno, ergo con la bent più paciosa non si è in grossa difficoltà a tenere le velocità classiche dei gruppetti di appassionati del "giro".

Normalmente sulle biciclette reclinate si utilizzano pedivelle più corte che, oltre ad ottimizzare ulteriormente l'aerodinamica, consentono di tenere cadenze maggiori con facilità, ma soprattutto affaticano meno le ginocchia. Infatti data la posizione fissa dei glutei sulla sella, con pedivelle lunghe l'angolo tra tibia e femore risulta essere superiore a quello che si ha su una bicicletta classica, dove si "va a cercare" il pedale, ruotando col bacino attorno al fulcro creato dal sellino. Produttori come Catrike dotano tutta la loro produzione di pedivelle da 165 mm, mentre non è raro che ci si spinga anche a 155 mm, ma anche in alcuni casi fino a 140 mm o meno.